Giorno della Memoria, la Shoah raccontata dalle vittime

Donne e uomini. Vittime e consapevoli di un compito. Quello di non dimenticare e di non far dimenticare l’immane tragedia dell’Olocausto. Un compito affidato alle parole, ai libri, e certamente anche dal cinema: è il film Gli Invisibili, evento speciale di Lucky Red in occasione della Giornata della Memoria il prossimo capitolo di una Storia che deve essere ancora raccontata. Una Storia che hanno vissuto in tanti: chi è tornato ha provato a dire ciò che è stata la Shoah.

Andata e ritorno dall’Inferno

Esempio principale del ruolo di testimone è quello di Primo Levi, che il Male l’ha visto da dentro, con tutte le sue crudeltà e con tutte le sue contraddizioni. Se questo è un Uomo, La Tregua, I Sommersi e i Salvati: tre esempi di racconto e di testimonianza di quello che è stato definito il Male Assoluto, parole scritte che restano come monito, forti come pietre e impossibili da dimenticare. “…Considerate che questo è stato…”

L’Olocausto vissuto a 13 anni

La Shoah vista da una bambina di 13 anni. Che in quanto tale l’ha raccontata, con una purezza impossibile da sconfiggere anche per il Male più crudele. Anna Frank ha vissuto troppo poco, abbastanza per lasciare pagine di vita che raccontano alla perfezione ciò che hanno rappresentato gli anni della Seconda Guerra Mondiale.

Musica, rifugio e riscatto

Una testimonianza che è diventata anche un film quella di Wladyslaw Szpilman, il Pianista impersonato da Adrien Brody nell’omonimo film. Il giovane pianista ebreo ha vissuto sulla sua pelle le vicende di Varsavia occupata dalle truppe naziste: ha visto e raccontato la tragedia del suo popolo, è stato testimone della crudeltà dell’uomo ma ha anche mostrato la via della speranza e del riscatto, passata nel suo caso attraverso la passione per la musica.

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Sopravvissuto, l’ultimo

Si può sopravvivere a un Male così forte? Sam Pivnik ci è riuscito, e lo ha raccontato. Da quando aveva 13 anni Pivnik è scampato alla crudeltà delle SS, all’orrore di Auschwitz-Birkenau, alla vita nel lager, al bombardamento da parte della Raf della nave per trasporto prigionieri Cap Arcona.

Un silenzio lungo cinquant’anni

Il baule era in soffitta. E ci è rimasto per 50 anni. Solo dopo tanto tempo Nonna Lisowskaja Bannister ha tirato fuori le foto, le pagine scritte, i documenti degli anni di prigionia quando era praticamente una bambina. Una bimba che ha visto morire i suoi cari all’interno dei campi di lavoro.

Quattro ragazzi e una storia vera

Storie vere e reali. Così come quella raccontata dal film Gli Invisibili, film evento di Lucky Red in occasione della prossima Giornata della Memoria: arriva nei cinema la storia di quattro ragazzi ebrei nella Berlino capitale della Germania nazista. Sono loro gli Invisibili: : Cioma Schönhaus falsifica passaporti nel tentativo di salvare altre persone che, come lui, sono costrette ad affrontare l’ingiusta persecuzione; Hanny Lévy si è schiarito i capelli in modo tale da assomigliare a un tedesco di razza ariana; Eugene Friede di notte distribuisce volantini della resistenza mentre di giorno indossa la divisa della gioventù hitleriana e vive insieme ad una famiglia tedesca, e infine Ruth Gumpel, che travestita da una vedova di guerra, è coinvolta nella borsa nera.

2018-01-10T15:16:21+00:00